Dentro soffia il vento - Francesca Diotallevi
In un avvallamento tra due montagne della Val d’Aosta sorge il borgo
di Saint Rhémy. Al calare della sera, qualche «anima pia» esce a volte
per avventurarsi nel bosco e andare a bussare alla porta di un capanno
dove vive Fiamma, una ragazza dai capelli così rossi che sembrano
guizzare come lingue di fuoco in un camino.
Fiamma prepara
decotti per curare ogni malanno: asma, reumatismi, cattiva digestione,
insonnia, infezioni… Infusi d’erbe che, in bocca alla gente del borgo
diventano «pozioni » approntate da una «strega» che ha venduto l’anima
al diavolo. Il piccolo e inospitale capanno e il bosco sono l’unica
realtà che Fiamma conosce, l’unico luogo in cui si sente al sicuro. La
solitudine, però, a volte le pesa addosso come un macigno, soprattutto
da quando Raphaël Rosset se n’è andato. Era comparso al suo cospetto,
Raphaël, quando era ancora un bambino sparuto, le aveva parlato
normalmente, come si fa tra ragazzi ed era diventato col tempo il suo
migliore e unico amico. Poi, a ventuno anni, in un giorno di sole era
partito per la guerra e non era più tornato. Ora, ogni sera alla stessa
ora, Fiamma si spinge al limitare del bosco. Prima di scomparire
inghiottita dal buio della notte, se ne sta a guardare a lungo la casa
dove, in preda ai sensi di colpa per non essere andato lui in guerra, si
aggira sconsolato Yann, il fratello zoppo di Raphaël… il fratello che
la odia.
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