«Quando
chiedeva consiglio agli uccelli, quelli rispondevano che non sapevano
nulla dell’amore, che l’amore era un difetto propriamente umano che Dio
aveva creato per controbilanciare il potere della avidità degli uomini.»
«Attraverso
un mix di stregoneria, inganno, omicidio, abusi, deliri, conversazioni
assurde e momenti raccapriccianti, Moshfegh crea un mondo in cui non
vorresti mai abitare, ma dal quale non puoi distogliere lo sguardo.» - The Atlantic
«Ciò
che colpisce qui non sono tanto le capacità di Moshfegh con i
personaggi o la narrazione, o anche il suo stile… quanto le qualità che
Lapvona condivide con un dipinto di Francis Bacon: raffigurare con una
vitalità sanguigna l’animale umano nel suo caos originario, senza morale
né giudizio.» - The Guardian
«Disturbante, crudo,
nero. Il mondo tratteggiato da Ottessa Monshfegh in Lapvona è governato
da ferocia, bugie, avidità, egoismo, ignoranza, disuguaglianze sociali e
annessi mali, dunque in parte tristemente vicino alla realtà odierna.» - Il Fatto Quotidiano
«Un
libro che al passo rapido, da cinepresa, fa seguire una bulimia
tematica che non lascia scampo, innescando una curiosità continua, pari
solo al disgusto di cui, il narratore, è tronfio artefice.» - Sara Annicchiarico
Il racconto si svolge nel corso di un anno nel
villaggio medievale di Lapvona, un luogo povero e timorato di Dio che
viene perennemente prosciugato dei suoi averi dal signore feudale che
vive in cima alla collina. Il piccolo Marek, il figlio maltrattato e
delirante di un pecoraio, non ha mai conosciuto sua madre; suo padre gli
ha detto che è morta al parto. Una delle poche consolazioni della vita
per Marek è il suo legame duraturo con l’ostetrica cieca Ina, che lo ha
allattato quando era un bambino, come ha fatto con così tanti bambini
del villaggio. Ma i doni di Ina vanno oltre all’accudimento dei neonati:
possiede una capacità unica di comunicare con il mondo naturale. Il suo
dono la trasforma in veicolo di conoscenze sacre che non sono
disponibili agli altri abitanti del villaggio, per quanto religiosi
possano essere. Per alcune persone, la casa di Ina nei boschi fuori dal
villaggio è un posto da temere e da evitare, un luogo senza Dio. Tra di
loro c’è padre Barnaba, il prete della città e lacchè del depravato
signore e governatore Villiam. Il disperato bisogno del popolo di
credere che ci sia qualcuno che ha a cuore i suoi interessi è messo a
dura prova da Villiam e dal sacerdote, specialmente in questo anno di
siccità e carestia eccezionali. Ma quando il destino porta Marek vicino
alla famiglia del signore, nuove forze occulte sconvolgono il vecchio
ordine. Entro la fine dell’anno, il velo tra cecità e vista, vita e
morte, mondo naturale e mondo degli spiriti si rivelerà davvero molto
sottile.
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