Le streghe son tornate - Vanna De Angelis

La donna è un abisso di mistero che gli uomini faticano a comprendere,
per questo a volte ne hanno paura, e definiscono irrazionalità o isteria
quello che semplicemente sfugge al loro controllo. È la femminilità
stessa che spesso li ossessiona. Per quattro secoli a questa ossessione è
stato dato il nome di strega. Dal Medioevo alle soglie
dell'Illuminismo, e oltre, sono state centinaia di migliaia le donne
torturate, processate, mandate al rogo con l'accusa di stregoneria, un
olocausto misconosciuto, una follia persecutoria alimentata da
cupidigia, ignoranza e superstizione. Tanto folle che Michel de
Montaigne, il grande filosofo francese, si stupiva che la religione
cattolica non annoverasse la crudeltà tra i peccati capitali. Non ci
voleva molto a essere sospettate, e spesso erano le donne più libere,
anticonformiste o esperte di medicamenti a fare le spese dell'ottusità
del potere. In Italia come in Francia, Germania e Spagna, nel Vecchio
Mondo come nel Nuovo. Nel racconto dei principali processi di
stregoneria, ricostruiti sulla base di atti processuali e documenti
dell'epoca, rivive una lunga pagina che solo l'oblio del tempo può farci
avvertire folcloristica, ma che è stata una vera e propria
persecuzione. Oggi lo chiameremmo femminicidio. Attraverso i ritratti di
alcune di queste donne, e l'accanimento con cui sono state trattate, si
possono illuminare molti aspetti dei rapporti tra i sessi nel corso
della storia. E perfino del presente.
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