Il libro esplora le relazioni tra la stregoneria antica e la sua
incarnazione moderna, colmando così un’importante lacuna nella
storiografia. Si è spesso notato che storie di streghe circolavano nei
testi classici greci e latini e che i trattati tardomedievali e moderni
che si occupavano di credenze in materia di malefici, discutendo del
volo magico e della metamorfosi dei corpi, vi facevano riferimento.
Tuttavia, il ruolo della cultura umanistica e del
revival
classico nello sviluppo della caccia alle streghe finora non era stato
ancora studiato a fondo. Dalla letteratura di età classica alcune
descrizioni di malefici sono state trasmesse attraverso il Medioevo fino
al XV secolo e al Rinascimento, quando i primi processi italiani
richiamano il mito della
strix, comune tanto nelle fonti dotte
quanto nella memoria e nelle credenze popolari. Nell’Italia
rinascimentale e anche oltre, nell’Europa moderna, il revival classico
patrocinato dalla cultura umanistica dava nuovo spessore e
ricontestualizzava i racconti antichi, che cessarono così di essere solo
storie, come erano stati in precedenza, e divennero una prova cogente
dei poteri del demonio e delle sue seguaci.
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